Works

Per me non c’è nessuna differenza tra sacro e profano nel mondo del fare, cioè dell’arte. Ho avuto una rigida formazione cattolica, ogni azione doveva essere compiuta per la maggior gloria di Dio, e se poi i casi della vita, per forza di cose, mi hanno portato ad accettare le imperfezioni, i peccati veniali, e anche qualcuno di mortale … Questo cambiamento ha fatto si che un Dio lontano, trascendente e severo, pian piano è andato ad impregnarsi nelle sue creature sparse nel tempo e nello spazio. Così oggi che sono giunto a quell’immanentismo tipico dei vecchi , mi riesce sempre più difficile distinguere il sacro dal profano. Questo è un discorso assai più complesso di quanto possa apparire a prima vista che potrebbe radicarsi nella preistoria, nelle grandi civiltà della mezzaluna fertile, ramificare nel medioevo e nel rinascimento, fiorire, esplodere o marcire … nel mondo moderno. Porto dentro me tutto questo, attraverso il mio lavoro, soprattutto in certe sue conseguenze un po’ particolari per le quali, essendo l’artista che cesella la corona del re ed il pastorale del papa, concepisce e fa vivere il tempio con i suoi lavori e le sue musiche , io come tale assumo talvolta un atteggiamento un po’ anarcoide nei confronti del potere religioso nulla togliendo al fatto che il “sacro” è l’unica cosa che mi interessa nelle cose!

Dipinti

Mi sono sempre dedicato al ritratto sia perché non ho difficoltà a cogliere le somiglianze, sia soprattutto perché ciò mi permette di trasferire pezzi di questa realtà, che mi va un po’ stretta, in un mondo diverso, fuori dal tempo; dove la gente è un po’ più trasognante più smagrita, sottile come elfi immortali. Gente con occhi spalancati sull’universo ma soprattutto sugli universi interiori. Lascio parlare i modelli a ruota libera, finché un certo paesaggio mi appare: sintesi di insospettati frammenti del loro passaggio sulla terra..Direi quasi che io non guardo le persone, cerco di cogliere il loro corpo onirico, ciò che vorrebbero essere e che saranno. Quando ritraggo, oltre ai colloqui e alle pose personali, mi faccio dare molte fotografie su cui meditare; spesso mi lascio catturare dalla dimensione temporale e genealogica e questo avviene ancora di più nei ritratti di famiglia. Così che il quadro, questo l’hanno mostrato Picasso e Bracque nel cubismo, può contrarre in sé il tempo: io non faccio che estendere questa facoltà alla storia…. I miei paesaggi senza ombre o dove le ombre sono più importanti degli oggetti che le causano sono più che altro appunti di viaggio : viaggi reali, viaggi interiori, viaggi fantastici, viaggi onirici, viaggi nei mondi dell’arte, viaggi cosmici, viaggi nelle geometrie di uno yantra o di un ,mandala, viaggi….Un mio discepolo oggi amIco, ha approfondito questi temi molto oltre quanto ho avuto il tempo di fare io: Davide Tonato , che come me è rimasto imprigionato in certi mondi e passa giorni a descriverli, che come me è un creatore di tarocchi. I cosmogrammi sono un tipo di rappresentazioni che nasce da delle mie iniziazioni in ambito buddista su alcuni mandala (ad esempio con la tecnica della sabbia colorata). Nei sogni che di solito seguono queste iniziazioni mi sono accorto che tendevo a sostituire i contenuti figurativi orientali con immagini della memoria del mio conscio ed inconscio. Ho usato questo processo fin dapprima usando la tecnica del mandala sognato per approfondire diversi stati di coscienza, successivamente addirittura cambiando il processo: partendo dall’immagine del sogno per approdare a nuove conoscenze. Confesso che questo mi è stato suggerito in maniera abbastanza chiara da “maestri” incontrati in sogno, il cui linguaggio di solito è assai oscuro ed ambiguo, mentre diventa chiaro se tradotto in immagini più unitarie e sintetiche.

Icone

al colore sono arrivato più tardi rispetto al disegno soprattutto per merito del restauro, della majolica e dell’affresco. La mia passione per ogni fatto religioso mi aveva portato nei monasteri idioritmici e nelle? Del monte Athos dove, soprattutto verso SAnna, andava per la maggiore un grande maestro, assai tradizionalista in quell’arte, Danilei(?). Frequentai lui e i suoi discepoli impadronendomi, tra i primi in occidente, di un arte che poi divenne assai di moda soprattutto con l’impulso della comunità monastica di base. Nel tempo, fatta mia quest’arte, la portai sempre più verso le mie “icone Profane” e non mi misi di certo a sgomitare con i maestri di icone che pullulavano sempre di più in occidente, dopo la caduta del comunismo. Lavorai comunque a Mosca (?) nella chiesa dell’annunciazione in unas??? di Iviron? Sul monte Athos e quando Giovanni Paolo II venne a Verona gli fu offerta una mia Madonna della tenerezza con l’aggiunta di 4 angeli intorno un po’ veronesi…La cosa più bella di questa esperienza fu che mio padre negli ultimi anni si mise a dipingere icone, con uno stile tutto particolare…arcaico (che io ricordo con amore) Fin da bambino ho usato le tempere che hanno però iniziato a darmi soddisfazioni solo quando ho scoperto gli acrilici, (appunto in questo viaggio sul monte Athos)ove appresi la tecnica delle velature trasparenti (per le icone) diventata in seguito la mia preferita e benché fin da piccolo, con ottimi maestri, ho sperimentato anche l’olio, di questa tecnica non sono mai riuscito ad amare la mescolanza, la materia degli impasti la pesantezza di questi che non so dominare. ……ho lavorato con la tecnica dell tempera acrilica su muro assiduamente fino al 2000 lasciandola alla mia allieva , oggi muralista tradizionale di fame internazionale e a mia figlia Giulia, a lungo sua collaboratrice che ha appreso maestralmente quest’arte specializzandosi soprattutto nella figura.

Mosaici

Giovanissimo mi iniziai alla tecnica del mosaico, ma la mia professionalità nacque per un fortuito azzardo: vinsi un concorso per un mosaico che non ero assolutamente in grado di realizzare e così mi rivolsi ad Antonio Orsoni (il maggiore della più antica famiglia di mosaicisti di Venezia) che mise a mia disposizione il suo migliore allievo, Pietro Baggio, oggi direttore dei mosaici della Basilica di S. Marco. Da lui imparai moltissimo e da allora eseguii migliaia di metri quadrati di mosaico , costituendo con i miei migliori allievi(mandai alla scuola di Spilimbergo per una specializzazione sul mosaico marmoreo Cristian Rosoi ,oggi artista di fama internazionale, ed iniziai mia figlia Giulia a quest’ arte che tutt’oggi segue con enorme successo) un gruppo dalla inesauribile forza creativa e lavorativo-creativa.

Vetrate

Qualcosa di analogo ai mosaici mi successe con le vetrate: vinsi un concorso per un grande rosone senza saperne niente e mi feci aiutare per l’esecuzione da Albano Poli che con ??? di Vicenza, Boschetto e Cavallini di Verona erano gli allievi di pino Casarini al tempo delle grandi vetratte di S.Chiara a Nogoli….strano destino il mio da bambino mio papà mi mandava a dipingere da Pino Casarini, poi feci vetrate e mosaici per Poli, quindi per Boschetto e oggi, che è morto, sono quasi sempre io a seguire il figurativo con i ragazzi di Cavallini, ormai maturi mastri vetrai. Oggi , in questo campo, lavoro …??..a Latina per il mercato romanoi…?..quello che riusciamo a strappare alla domus dei che ha poi il monopolio con “Arte nel vetro” di Carmelo Padovano.

Illustrazioni

Nella mia famiglia in ogni generazione sono sempre stati presenti uno o più artisti prima di me e mio padre,:pittore e scultore dilettante , insegnante all’accademia ed amico di molti importanti artisti, non mi ha mai posto nessun limite se non quello, e gli sono infinitamente grato, di avere gli occhi aperti a 360° e di non trascurare ogni altro tipo di studio. Sono sempre stato un disegnatore incallito, dedito alla sperimentazione di molte tecniche:matite chine, amante di punta secca e acquaforte per la mia predilezione al tratto fine, acquarelavo acqueforti e e negli anni ho praticato con sempre più soddisfazioni l’acquarello fino ad arrivare livelli ottimi ed appaganti .Nelle mie peregrinazioni culturali e non ho affrontato seriamente la pittura cinese e giapponese a china, facendone buon uso nel campo dell’illustrazione giocando con una infinità di grigi, trasparenze e morbidezze insospettate…Nella mia carriera di illustratore mi sono dedicato ad illustrazioni soprattutto per l’infanzia, primissima infanzia, ma anche per adolescenti ed ho creato numerosissime copertine per libri di ogni genere.

Tarocchi

Verso la fine degli anni 70 del secolo scorso, dalla lettura del Golem, di Mmajrisk(?), mi sono incuriosito sul mondo dei tarocchi ed ho cominciato a studiare tutti i libri che trovavo, in Italia, Francia , Inghilterra, Stati Uniti sull’argomento. E’ stato un percorso non ancora terminato, dai risvolti inaspettati…A parte 3 o 4 mazzi personali per privati, più di una dozzina di miei mazzi sono stati pubblicati in tutto il mondo dalle fabbriche di carta più prestigiose. Ho anche rifatto4o 5carte per(?) per dei mazzi storici del xv secolo, Visconti Sforza Pierpoint Morgan, ed una ventina di carte peri Visconti Sforza Cary Yale.

Inediti

Tengo comunque ancora nel cassetto qualche “monumentale “ lavoro che attende un editore adatto per essere pubblicato. Le illustrazioni a tratto di gran parte dell’Orlando Furioso, l’interpretazione a tratto de l’ “I king”, della metamorfosi di Ovidio sulla guerra tra i Centauri e i Lapiti…Ancora nel cassetto, ma per poco, 33 tavole illustrative ad acquarello di una cinquantina di poesie del poeta Stefano Cobello ed una grandiosa e magica autobiografia di Arlecchino che dopo anni di ricerche storiche, supportato da numerose persone, approda ad un testo in forma dialgica in fase di definizione decisamente promettente. Confesso che adoro scrivere e con cura e pazienza stilo ed amplio da tempo tre autobiografie: una della mia infanzia, una erotica ed una esoterica che tengono compagnia, nel mio cassetto, a tutto il resto…