IL CIRCOLO ERMETICO

46 DIVINAZIONI DAL LIBRO DI THOT

SCATOLA-TAROCCHI

Un mio amico poeta, Stefano Cobello, con il volto da icona russa, un pò sciamano e un pò bardo, venne una sera da me, si fece dare una risma di carta, e colto da una specie di trance si mise a vergare delle cose che sembravano poesie, una per foglio.
“Queste sono le carte che faremo insieme”, mi sussurrò dolcemente.
Stefano ha sempre fretta e se ne fuggì via lasciandomi basito con una ventina di fogli in mano.
A questo punto bisogna dire due cose, la prima è che Stefano ha una calligrafia illeggibile, la seconda è che io da più di una trentina d’anni dedico gran parte della mia attività di studioso ed illustratore a tarocchi, sibille, i king ecc.
I fogli di Stefano emanavano emanavano uno strano incanto, tra le poche parole che capivo apparivano immagini insospettate, che mi affrettai a schizzare, proprio lì dove le vedevo.
Tutto ciò non aveva niente a che vedere con i mondi paralleli basati su cabale, simboli, strutture analoghe che conoscevo: l’incontro tra le parole di Stefano e le mie immagini sembrava piuttosto cominciasse a delineare l’esplosione di un universo indefinibile, non strutturato, ma coerente nella sua progressiva costituzione.
Qualche tempo dopo Stefano tornò da me, sembrava avesse dimenticato la faccenda, poi all’improvviso sussurrò dolcemente:”46 carte”, si fece dare ancora dei fogli e vergò le rimanenti.
Ora toccava a me, uomo del fare, organizzare il lavoro: rimisi in mano a Stefano, che ha come prolungamento naturale il computer, i magici fogli sibillini, e gli consigliai di farli mangiare, digerire e sputare al computer su una buona carta, sulla quale io potessi disegnare.
Poi arrivarono per me dei mesi incantevoli, non vedevo l’ora di buttarmi tra le parole sui fogli, con matita ed acquarelli: bastava semplicemente materializzare le immagini che apparivano sopra, sotto, intorno, tra i segni che aveva lasciato la stampante del computer di Stefano.
Terminata la quarantaseiesima carta mi capitò sotto gli occhi una mia interpretazione delirante della Tabula Esmeralgdina che avevo sognato e disegnato qualche tempo prima durante una broncopolmonite: sia come dimensioni, che come stile, che come aura sembrava fatta apposta per costituire il retro dei 46 fogli, anche Stefano era daccordissimo.

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